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29/08/2019 - Visori a realtà aumentata aiutano la vista

I visori per la realtà aumentata possono aiutare le persone con difficoltà visive ad evitare gli ostacoli e ad avere una migliore presa sugli oggetti. Lo ha dimostrato uno studio, condotto su pazienti affetti da retinite pigmentosa, pubblicato su Scientific Reports. Nella fase avanzata della patologia i pazienti hanno grandi problemi alla vista periferica, che causano una grande difficoltà a riconoscere gli ostacoli e a stimare le distanze.

Per lo studio sono stati reclutati 10 soggetti con retinite, che hanno compiuto un percorso ad ostacoli sia senza sia indossando gli occhiali. I dispositivi sono stati equipaggiati con un software, che può essere usato sui visori in commercio, che permette agli occhiali di riprodurre la struttura tridimensionale di un ambiente, evidenziando gli ostacoli e gli oggetti in generale attraverso le sfumature di colore. L'utilizzo nel percorso ha dimezzato le collisioni e ha aumentato del 70% la capacità di afferrare gli oggetti al primo colpo. "Attraverso la realtà aumentata - afferma Anastasios Angelopoulos della University of Southern California, l'autore principale - vogliamo migliorare la qualità della vita per i pazienti con problemi di visione aumentando la loro fiducia nell'eseguire operazione semplici e permettendo loro di avere una vita più indipendente"

Fonte: Ansa Tecnologia







27/08/2019 - Da Dell i primi Chromebook per le aziende

Fino a oggi i Chromebook, gli ultraportatili di Google equipaggiati con Chrome OS, hanno sempre goduto della fama di laptop "limitati", sia per via del sistema operativo adottato (tanto che c'è chi prova a sostituirlo con Windows 10) sia perché non particolarmente dotati dal punto di vista dell'hardware.

Sono nati così il Dell Latitude 5400 Chromebook Enterprise e Dell Latitude 5300 2-in-1 Chromebook Enterprise, sviluppati a partire dai laptop Dell con lo stesso nome (meno la dicitura Chromebook Enterprise, ovviamente) ma dotati di Chrome OS. Al di là della presenza del logo di Chrome e del sistema operativo, anche l'aspetto è quello standard dei portatili aziendali Dell, seppure con qualche variante: per esempio al posto del tasto Windows c'è il tasto Language. Entrambi sono dotati con processori Intel Core i7 di ottava generazione e possono montare fino a 32 Gbyte di RAM e unità SSD NVMe (in luogo delle più economiche e lente memorie eMMC che si trovano su molti modelli) fino a 1 Tbyte. Possono inoltre essere attrezzati con un modulo LTE (con velocità di download fino a 450 Mbit/s). La differenza principale tra i due sta nelle dimensioni dello schermo: il Latitude 5400 Chromebook offre un display da 14 pollici, mentre il 5300 monta un monitor da 13,3 pollici. In ambedue i casi la risoluzione è di 1920x1080 pixel. I due Chromebook si possono preordinare presso Dell a partire dal 27 agosto. I prezzi di partenza sono di 699 dollari per il modello 5400 e di 819 dollari per il 5300.

Fonte: Zeus News







09/08/2019 - Huawei svela sistema operativo Harmony

Dopo mesi di indiscrezioni, Huawei svela il suo sistema operativo, "pronto" a sostituire Android nell'eventualità - non certo auspicata - che il bando americano impedisca agli smartphone dell'azienda cinese di usare il software di Google. Il sistema operativo si chiama "Harmony" (Hongmeng in cinese) ed è stato presentato stamani nel corso della conferenza degli sviluppatori di Huawei a Dongguan, in Cina, dal Ceo della divisione consumer, Richard Yu.

"HarmonyOS è completamente diverso da Android e iOS" di Apple, ha detto Yu, che dal palco ha ribadito la posizione di Huawei rispetto al rischio di perdere l'accesso ai prodotti statunitensi. Il colosso di Shenzhen vuole che i suoi smartphone futuri continuino a usare il sistema operativo di Google ma, nel caso di uno strappo di Donald Trump, l'azienda è "pronta". Intanto Harmony si mostrerà su dispositivi diversi dagli smartphone. Il software di Huawei è infatti orientato alla galassia dei dispositivi connessi, dalle tv agli speaker, fino alle auto. Harmony - ha evidenziato Yu - consente di "sviluppare un'applicazione una sola volta, e quindi adattarla in modo flessibile a una vasta gamma di dispositivi diversi".

Fonte: Ansa Tecnlogia







07/08/2019 - Ora Google Assistant legge anche i messaggi di Whatsapp, Telegram, Discord...

Negli ultimi giorni Google Assistant ha "imparato" a leggere anche i messaggi testuali delle app come Whatsapp, Telegram, Slack, Discord e via dicendo: come segnalato da Android Police, per ora solo in lingua inglese, la funzione era precedentemente disponibile solamente per gli SMS e per le sue app proprietarie, ma il pubblico ha richiesto a gran voce che venisse estesa anche alle app di messaggistica terze. Dicevamo, per ora solo disponibile in lingua inglese (ma sembra che altre lingue, tra cui l'italiano, siano in arrivo) la funzionalità è attivabile semplicemente con il comando "read my messages". Ovviamente, qualora non sia mai stato impartito questo comando a Google Assistant, sarà necessario sbloccare i relativi permessi.

L'assistente vocale di big G a questo punto leggerà il nome dell'app, il mittente e il testo che abbiamo ricevuto. La risposta può essere impartita semplicemente dettando. E' bene osservare che nel momento in cui Google Assistant ci leggerà il messaggio ricevuto, questo risulterà, all'interno della relativa applicazione, come effettivamente letto con la conseguente scomparsa della notifica. L'assistente vocale avrà inoltre cura a segnalare l'eventuale presenza di foto, video o documenti allegati. Sicuramente una funzionalità comoda -specie se siamo abituati ad usare auricolari e cuffie - che ci permetterà di interagire con i nostri contatti a mani sempre più libere, sia quando siamo vittime della pigrizia oppure magari quando siamo alla guida per non staccare le mani dal volante.

Fonte: HW Upgrade







05/08/2019 - Nuovi iPhone potrebbero avere il pennino

I nuovi iPhone, quelli in uscita a settembre, potrebbero avere il pennino non molto amato da Steve Jobs. E' una previsione diffusa da Citi Research, già in passato sono circolate indiscrezioni in tal senso. La Apple Pencil, così si chiama, è stata presentata nel settembre del 2015 come accessorio per l'iPad Pro e acquistabile separatamente; è in grado di funzionare in abbinamento al display per disegnare in modo più fluido e naturale.

La novità applicata all'iPhone potrebbe trasformare il dispositivo in chiave di disegno e grafica. L'azienda, ricorda BusinessInsider, attualmente vende due modelli di Apple Pencil: uno compatibile con i nuovi iPad Pro, La vecchia versione funziona anche con il nuovo iPad Air, l'iPad mini e l'iPad di sesta generazione. E l'iPhone 2019 potrebbe essere compatibile con questo accessorio. Se questa previsione venisse confermata a settembre, metterebbe fine alla convinzione di Steve Jobs. "Nessuno vuole una stilo", dichiarò il leggendario co-fondatore della Mela in riferimento al fatto che il dito dovesse essere lo strumento di controllo principale per i melafonini.

Fonte: Ansa Tecnologia







02/08/2019 - Facebook con Netflix e Amazon per un nuovo device?

Gli smart display della linea Portal con Alexa non sembrano aver ottenuto il successo commerciale sperato da Facebook al lancio, ma a quanto pare il social network avrebbe intenzione di riprovarci. Come anticipato nel mese di giugno, l’azienda di Mark Zuckerberg sarebbe quasi pronta per lanciare un nuovo prodotto hardware. Stando alle informazioni trapelate oggi, però, questa volta potrebbe essere differente.
Nuovo device Facebook per il dopo-Portal?
Il sito The Information parla di un apparecchio da collegare al televisore, con tutta probabilità allo slot HDMI come un dongle o un set-top box, dotato di una sorta di webcam utile per effettuare videochiamate. La presentazione potrebbe avvenire entro ottobre, ma al momento utilizzare il condizionale è d’obbligo poiché mancano conferme ufficiali. Al fine di rendere il dispositivo più appetibile, Facebook avrebbe contattato alcuni big dell’ambito streaming in modo da integrarvi i rispettivi servizi dedicati alla visione di film, show e serie TV: Netflix, Disney, Amazon, Hulu e HBO. Il nome in codice scelto dal gruppo di Menlo Park per il prodotto sarebbe Catalina, curiosamente lo stesso che contraddistingue il più recente sistema operativo macOS 10.15 di Apple.


Nome in codice Catalina
In verità, non è la prima volta che si fa riferimento a un progetto di Facebook con questo nome. È accaduto anche a fine marzo parlando di un esperimento destinato a offrire un servizio di connettività mediante l’impiego di droni dalle dimensioni simili a quelle di un volatile. Una sorta di evoluzione dell’iniziativa Aquila abbandonata lo scorso anno.
Tornando ai Portal, non è dato a sapere con esattezza quanti ne siano stati venduti, poiché l’azienda di Menlo Park non lo ha mai reso noto in via ufficiale. Secondo gli analisti di IDC sono stati 54.100 in tutto, a livello globale, un volume inferiore rispetto a quanto preventivato. A frenarne la diffusione, forse, i dubbi insorti sul tema privacy e advertising.

Fonte: Punto Informatico